Denaro: il sogno dei poveri, lo strumento dei ricchi‏

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In un mondo in cui nel paese più benestante e apparentemente più democratico del mondo, gli US, il 20% più ricco del paese detiene il 93% della ricchezza totale del paese, lasciando al restante 80% il misero 7% rimanente, in un mondo in cui la metà della popolazione del pianeta vive con meno di due dollari al giorno, c’è forse da chiedersi il vero valore e significato del (Dio)denaro.

Ci svegliamo presto la mattina, corriamo in ufficio per lavorarci tutto il giorno, ne usciamo la sera col buio per tornare a casa, riposarci sul divano davanti ad una scatola nera retroilluminata, andiamo a letto e il giorno dopo ricominciamo. Tutto questo per guadagnarci lo stipendio con cui poterci permettere il cibo da mangiare ogni giorno ed un tetto sotto cui dormire ogni notte.

Il denaro è la benzina della nostra vita!

Il denaro inteso come moneta fu creata come mezzo per facilitare lo scambio, come strumento con potere d’acquisto che può essere permutato con qualsiasi altro bene o servizio.

La moneta ha una lunga e travagliata storia, dalla prima dracma degli antichi greci, i sesterzi romani, il fiorino rinascimentale, tutti di natura aurea, alle monete odierne ormai digitali, virtuali e finanziarie.

Per gran parte della storia il denaro è stato rappresentato da monete che possedevano intrinsecamente il loro valore di scambio, valevano quando valeva l’oro o argento di cui erano fatte. Oggi sono dei numeri su dei conti bancari davanti ad uno schermo, dei fogli di carta che hanno il valore che noi gli diamo, senza avere nessun valore intrinseco.

History of money

 

Fino al 1971 negli US vigeva la convertibilità del dollaro in oro, le famose riserve d’oro di Fort Knox dove potevi portare la tua banconota che ti dava diritto al corrispettivo in oro. Da quel 15 Agosto 1971 con Richard Nixon, la moneta perse ogni tipo di convertibilità e da allora basa fondamentalmente il suo valore sulla credibilità del paese di riferimento, del suo governo e della sua banca centrale.

Nella storia, anche recente, molti grandi imperi e nazioni hanno visto il proprio default con la propria moneta che perdeva tutto o quasi il suo valore. I Romani iniziarono il loro impero coniando le monete in oro e lo finirono coniandole in rame, la svalutazione della moneta, oggi chiamata inflazione, esisteva già ai tempi di Gesù!
Attualmente, il valore della moneta si basa sulla credibilità del paese, quello che conta sono i conti di tale paese, la sua solidità economica e politica e le mosse della sua banca centrale.

Questo ovviamente ha creato e crea volatilità, incertezza e così nel 1992 Soros mandò in crack la sterlina e la Bank of England, nel 2002 il Pesos argentino perse l’80% del suo valore per via del default del suo paese, nel 2008 in Zimbabwe l’inflazione è cresciuta del 92.000% costringendo il governo ad abbandonare definitivamente la propria moneta.
Di default negli ultimi secoli se ne sono visti tanti, e di recente ancor di più, Ucraina e Puerto Rico gli ultimi cronologicamente nel 2015, ma in passato quasi tutti i paesi del mondo ci sono passati, l’Italia no! La Germania ha visto uno dei più grossi default della storia post WWII con ingenti danni di guerra richiesti, che poi col tempo e blandamente le furono abbonati.

Come si può dedurre dalla lista qui sotto dei default per paese, ce n’è per tutti i gusti e le epoche:

Europe
• Austria-Hungary (1802, 1805, 1811, 1816, 1868)
• Austria (1938, 1940, 1945)
• Bulgaria (1932,1990)
• Croatia (1993–1996)
• Germany (1939, 1948)
• Hesse (1814)
• Prussia (1807, 1813)
• Schleswig-Holstein (1850)
• Westphalia (1812)
• Greece (1826, 1843, 1860, 1893, 1932)
• Hungary (1932, 1941)
• Poland (1936, 1940, 1981)
• Portugal (1828, 1837, 1841, 1845, 1852, 1890)
• Russia (1839, 1885, 1918, 1947, 1957, 1991)
• Spain (13 times in 1500-1900,1809, 1820, 1831, 1834, 1851, 1867, 1872, 1882, 1936-1939)
• Turkey (1876, 1915, 1931, 1940, 1978, 1982)
• Ukraine (1998–2000, 2015)
• United Kingdom (1822, 1834, 1888–89, 1932)
Africa
• Algeria (1991)
• Angola (1976, 1985, 1992-2002)
• Cameroon (2004)
• Central African Republic (1981, 1983)
• Congo (Kinshasa) (1979)
• Côte d’Ivoire (1983, 2000)
• Gabon (1999–2005)
• Ghana (1979, 1982)
• Liberia (1989–2006)
• Madagascar (2002)
• Mozambique (1980)
• Rwanda (1995)
• Sierra Leone (1997–1998)
• Sudan (1991)
• Tunisia (1867, 1986)
• Egypt (1876, 1984)
• Kenya (1994, 2000)
• Morocco (1983, 1994, 2000)
• Nigeria (1982, 1986, 1992, 2001, 2004)
• South Africa (1985, 1989, 1993)
• Zambia (1983)
• Zimbabwe (1965, 2000, 2006)
Americas
• Antigua and Barbuda (1998–2005)
• Argentina (1827, 1890, 1951, 1956, 1982, 1989, 2002–2005 (, 2014)
• Bolivia (1875, 1927, 1931, 1980, 1986, 1989)
• Brazil (1898, 1902, 1914, 1931, 1937, 1961, 1964, 1983, 1986–1987, 1990)
• Canada (Alberta) (1935)
• Chile (1826, 1880, 1931, 1961, 1963, 1966, 1972, 1974, 1983)
• Colombia (1826, 1850, 1873, 1880, 1900, 1932, 1935)
• Costa Rica (1828, 1874, 1895, 1901, 1932, 1962, 1981, 1983, 1984)
• Dominica (2003–2005)
• Dominican Republic (1872, 1892, 1897, 1899, 1931, 1975-2001(see Latin American debt crisis), 2005)
• Ecuador (1826, 1868, 1894, 1906, 1909, 1914, 1929, 1982, 1984, 2000, 2008)
• El Salvador (1828, 1876, 1894, 1899, 1921, 1932, 1938, 1981–1991)
• Grenada (2004–2005)
• Guatemala (1933, 1986, 1989)
• Guyana (1982)
• Honduras (1828, 1873, 1981)
• Jamaica (1978)
• Mexico (1827, 1833, 1844, 1850,1866, 1898, 1914, 1928–1930s, 1982)
• Nicaragua (1828, 1894, 1911, 1915, 1932, 1979)
• Panama (1932, 1983, 1983, 1987, 1988-1989)
• Paraguay (1874, 1892, 1920, 1932, 1986, 2003)
• Peru (1826, 1850,1876, 1931, 1969, 1976, 1978, 1980, 1984)
• Surinam (2001–2002)
• Trinidad and Tobago (1989)
• United States (1779 (devaluation of Continental Dollar), 1790, 1798 (see The Quasi-war), 1862, 1933 (see Executive Order 6102),1971 (Nixon Shock)
• nine states (1841–1842)
• 10 states and many local governments (1873–83 or 1884)
• Uruguay (1876, 1891, 1915, 1933, 1937,1983, 1987, 1990)
• Venezuela (1826, 1848, 1860, 1865, 1892, 1898, 1982, 1990, 1995–1997, 1998,2004)
Asia
• China (1921, 1932,1939)
• Japan (1942, 1946-1952)
• India (1958, 1969, 1972)
• Indonesia (1966)
• Iran (1992)
• Iraq (1990)
• Jordan (1989)
• Kuwait (1990–1991)
• Myanmar (1984,1987,2002)
• Mongolia (1997–2000)
• The Philippines (1983)
• Solomon Islands (1995–2004)
• Sri Lanka (1980, 1982, 1996)
• Vietnam (1975)

Praticamente tutti i paesi/le monete del mondo sono fallite, qualcuna è sparita per aggregazione come la Lira nell’Euro.
Lo stesso Dollaro US, dall’anno di creazione nella sua ultima versione (di emissione FED) del 1913 ha ormai perso più del 90% del suo valore iniziale.

USD purchasing power since 1913

Slegare il valore di una moneta da qualcosa di reale come oro e argento, due beni durevoli e pregiati dal valore stabile nel tempo, vuol dire rischiare, e statisticamente ottenere sempre, una forte svalutazione della propria valuta.

Nelle teorie economiche moderne si chiama inflazione ed è ben accetta finchè contenuta(2% annuo è il target stabilito dalle banche centrali), perchè stimola i consumi. Se so che i prezzi saliranno sarò più invogliato ad acquistare subito.

(Il problema di oggi è legato alla deflazione, ai prezzi che scendono: chi compra oggi qualcosa che sa che l’anno prossimo costerà meno?….finchè si tratta di beni di prima necessità, come il cibo, il problema è limitato, ma quando si tratta di acquistare beni durevoli, come elettrodomestici o auto?)

Dal 1913 in US, con l’istituzione della FED, la stampa della moneta viene ad essa concessa.
Tant’è che oggi sul dollaro US in alto vi è scritto “Federal Reserve Note”, mentre prima vi era scritto “United States Note”:

US dollar

 

Non è strano?

JFK fu ucciso poco dopo aver siglato il famoso ordine 111100 che fondamentalmente riportava in mano al tesoro US la creazione, la stampa di moneta, togliendolo alla FED.

Tale ordine pur non essendo mai stato ufficialmente abrogato, non fu comunque mai implementato, con la FED che ha mantenuto il controllo della moneta.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_Esecutivo_11110

Se tirate fuori dal vostro portafoglio una banconota in Euro (5/10/50/100 Euro è uguale), vedrete che non vi è in alcun modo scritto “Europa”, ma bensì solo l’acronimo “BCE”(Banca Centrale Europea) in diverse lingue (ECB, EBC, ecc..).

AZIONARIATO BANCHE CENTRALI
In Europa, la BCE ha come azionisti le banche centrali di ogni singolo paese, che a loro volta non sono sempre possedute dai propri stati, ma bensì da banche o assicurazioni autoctone.
Tra gli azionisti della BCE figura anche la Bank of England, con una importante quota del 14,4%, che non ha l’Euro…..
Più in generale il 30% del capitale della BCE è in mano a istituzioni extra Euro

https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/capital/html/index.it.html

La stessa Banca d’Italia, che ha sottoscritto il 12,3% del capitale della BCE, non appartiene allo Stato Italiano.
Gli enti pubblici, INAIL e INPS in particolare, al 2014 avevano solo il 5% del capitale di Banca d’Italia, mentre il restante 95% era in mani private, con Unicredit e Intesa SP tra i primi azionisti.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia

Passando alla FED, il risultato non cambia, direi che peggiora!
Chi sono i principali azionisti? si tratta delle più grosse banche d’affari US e del mondo, Rothschild, Bank of America, JPM, Goldman Sachs, HSBC, Citibank, Bank of NY.

Le banche centrali hanno pubblicamente un ruolo di controllore, di vigilanza verso gli istituti finanziari. Spicca a tal proposito il gigantesco conflitto d’interessi del sistema bancario dove il controllato (banche private) è azionista di maggioranza del controllore(banca centrale).

L’altro ruolo primario delle Banca Centrale è quello di emettere moneta e gestire la politica monetaria in base alle esigenze dell’economia del paese. Quando però la banca centrale emette moneta, non lo fa gratis, ma chiede al soggetto a cui lo presta, e cioè al governo, e quindi poi allo stato, al cittadino, un tasso d’interesse.
Fondamentalmente stampa soldi dal nulla e li presta al paese chiedendogli in più gli interessi.

Da un punto di vista tecnico, nei recenti Quantitative Easing(QE) in US e ora anche in Europa, le Banche Centrali, FED e BCE, hanno creato soldi letteralmente dal nulla, li hanno stampati virtualmente e hanno acquistato titoli di stato, obbligazioni, il debito del paese stesso.
Tali obbligazioni di stato hanno un rendimento, un tasso d’interesse sull’investimento, sul capitale iniziale.
In Italia per esempio il BTP a 10 anni di scadenza ha un rendimento intorno al 4% annuo.

E’ chiaro il meccanismo?

La banca centrale crea soldi dal nulla, li presta al paese “di appartenenza”e ci guadagna gli interessi, tanti interessi, che poi distribuisce ai propri azionisti, le banche private.

Si drenano risorse allo stato, al pubblico verso il privato per un potere come quello dell’emissione di moneta che dovrebbe appartenere allo Stato. È una sorta di pizzo che paghiamo che tecnicamente si chiama signoraggio.

È un sistema malefico e di pura schiavitù finanziaria!
Se per pura ipotesi tornassimo all’origine dei tempi con zero soldi in circolazione, la prima banca centrale stampa 100 macrodollari, li gira allo stato all’1% annuo di interesse, l’anno dopo lo stato gli dovrà ridare indietro 100+1=101, ma non potrà farlo perchè in circolazione ci saranno solo 100. Quindi la Banca Centrale emetterà altra moneta, comprerà altro debito del paese, cioè li presterà al paese chiedendo gli interessi e lo schema va avanti fino a raggiungere i Trillion di oggi con i vari Stati Sovrani indebitati oltremodo.

Tanto per aver un ordine di grandezza, quando sentite alla televisione che il rapporto debito sul pil italiano è al 130%, vuol dire che lo Stato ha 130 di debito per ogni 100 di prodotto/ricavo.

Nel settore privato se una società avesse debiti pari ad 1,3 volte i ricavi annui sarebbe certamente fallita.

Le grosse banche private mondiali controllano quindi le banche centrali, i loro controllori, ma a loro volta loro stesse sono controllate da azionisti sempre più concentrati, grossi e potenti!

Gli intrecci di partecipazioni azionarie hanno reso il sistema sempre più accentrato, elitario e dominato da pochi player per settore.
Studi approfonditi e alcuni altamente quantitativi sono stati svolti a riguardo, analizzando l’intreccio di partecipazioni tra società di grande e media dimensione.

Questa per esempio la concentrazione, l’intreccio di controllo nel solo settore media in US:

Media concentration

Mentre questa immagine può dare un’idea della concentrazione tra multinazionali nel settore dei beni di consumo:

Corp concentration

Più in generale la concentrazione tra tutte le Corporation del mondo è stata rappresentata graficamente da questa riproduzione fatta da un super computer in Svizzera che ha elaborato le migliaia di partecipazioni incrociate:

global corp concentration

Dietro quelle 1300 società circa che detengono il controllo diretto od indiretto di tutte le altre, vi sono poche, ma importanti famiglie.
Internet è pieno di elenchi con i soliti nomi, Rotschild, Rockfeller, Windsor, Romanov, Hapsburg, DeMedici, Cavedish(Kennedy) legandoli ai soliti gruppi quali Illuminati, Cabal, Bilderberg, NWO.

Aldilà di quest’ultimo aspetto, rimane chiaro che nelle mani di “pochi” vi è non solo la gran parte della ricchezza mondiale, ma anche la facoltà, la capacità di stampa di nuova ricchezza all’interno di un sistema fraudolento che avvantaggia i pochi contro i tanti.

Capire come il sistema funzioni a livello macro permette di realizzare come questo sia ingiusto, volutamente e maleficamente ingiusto.

Il concetto che un elite “gestisca” la ricchezza mondiale potrebbe essere condivisibile nel momento in cui questa fosse distribuita egualmente e socialmente, in cui la meritocrazia venisse premiata, così come venisse assicurata la sopravvivenza sopra la soglia di povertà. La competizione non può diventare un arma di distruzione!

Oggi invece siamo in grado di mandare sonde dall’altra parte della galassia, di creare case con stampanti 3D, ma metà della popolazione mondiale vive con meno di due dollari al giorno, e nell’altra metà l’obesità è un serio problema; quando mezzo mondo usa il ghiaccio per i cocktails mentre l’altra metà non ha acqua da bere;

Per i meno fortunati nel mondo il denaro non è solo un mezzo di scambio, è questione di vita o di morte, di sopravvivenza, mentre per altri, i più fortunati è solo lo strumento di manipolazione su singoli e masse.

Basterebbe poco per cambiare il mondo in meglio, ma la prima cosa che ci vuole è la comprensione e la volontà!

Rothschild on money

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